La Rabbia in Italia

La Rabbia è una malattia infettiva virale che colpisce animali selvatici e domestici. La sua importanza risiede nel fatto che, oltre a causare la morte degli animali colpiti, rappresenta una zoonosi, ovvero è trasmissibile all’uomo.
La volpe è il serbatoio naturale del virus, ragion per cui per debellare la malattia, nelle aree di confine, si effettua una vaccinazione orale meticolosa che interessi una grande percentuale della popolazione di volpi.
La trasmissione della rabbia avviene attraverso la saliva, e quindi anche con il morso, dei soggetti infetti.
Il virus penetrato nell’organismo, raggiunge il sistema nervoso centrale, determinando danni importanti e comportando quindi sintomi neurologici, sino a condurre alla morte.
Le specie domestiche colpite sono il cane, il furetto ed il gatto.

Non è più obbligatorio vaccinare i propri animali nei confronti della rabbia sul territorio nazionale.

Quindi anche senza la vaccinazione antirabbica i nostri animali possono recarsi in Sardegna o nelle regioni del nord-est. Tuttavia in queste ultime regioni , pur non essendo obbligatoria, viene espressamente consigliata.

Il vaccino antirabbico, comunque, deve essere effettuato almeno 21 giorni prima di viaggi oltre il confine nazionale o per la partecipazione ad eventi cinofili internazionali.

Inoltre permane invariato l’obbligo di controllo degli animali morsicatori . In questo caso è previsto il sequestro dell’animale (di norma domiciliare, se non sussistono elementi che lo sconsigliano) per un periodo di 10 giorni dalla data dell’avvenuta morsicatura. La verifica delle buone condizioni di salute dell’animale consente di escludere ogni possibilità di rischio di infezione nell’uomo.

Infine si consiglia, prima di partire verso mete extranazionali, di informarsi in tempo utile se nei paesi interessati dal viaggio, sia richiesta solo la vaccinazione antirabbica o anche la titolazione anticorpale.

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